Fisco a scuola

 

 

 

Questo progetto rappresenta la continuazione di un intervento fatto dalla Agenzia delle Entrate nella nostra scuola, nel 2011, al fine di sensibilizzare gli studenti sul ruolo delle tasse e sul valore della imposizione fiscale nella costruzione della vita civile.

Viene qui riportato un breve dizionario di termini chiave, illustrati nell'incontro, a cui fa seguito una attività di approfondimento e di verifica da parte degli studenti.

 

Responsabile del progetto: Paolo Vidali

 

 

Sommario

Agenzia delle entrate. 2

Aliquota. 2

Anagrafe tributaria. 2

Base imponibile. 2

Costituzione italiana e fisco. 3

a. l’universalità dell’imposizione fiscale. 3

b. la capacità contributiva. 3

c. la progressività del sistema tributario. 3

Codice fiscale e tessera sanitaria. 3

Condono fiscale. 4

Debito pubblico. 4

Deficit pubblico. 4

Dichiarazione dei redditi 4

Documenti fiscali 5

Fattura. 5

Ricevuta fiscale. 5

Scontrino. 5

Evasione fiscale. 5

Elusione fiscale. 5

Federalismo fiscale. 6

Fisco: Origine del termine. 6

Imposte. 6

imposte dirette. 6

imposte indirette. 6

La tassa. 7

Il contributo. 7

IRES. 7

IRPEF. 7

IVA. 7

Partita IVA. 8

Pressione fiscale. 8

PRESUPPOSTO Dell'imposta. 8

SOSTITUTO D'IMPOSTA. 8

Fonti 9

 

 

 

 

 

Agenzia delle entrate

L’Agenzia delle Entrate è operativa dal 2001 e ha il compito di perseguire il massimo livello di adesione agli obblighi fiscali (la cosiddetta tax compliance) sia attraverso l’assistenza ai contribuenti, sia attraverso i controlli diretti a contrastare gli inadempimenti e l’evasione fiscale. Le sue principali attività sono:

• l’informazione e l’assistenza al fine di semplificare il rapporto con i contribuenti e di agevolare gli adempimenti fiscali;

• il contrasto all’evasione fiscale, anche con il supporto della Guardia di Finanza;

• la gestione del contenzioso tributario dinanzi alle Commissioni tributarie.

 

Aliquota

L'aliquota o quota parte è il tasso, espresso in forma di percentuale, che si applica alla base imponibile per calcolare il tributo da versare. L’aliquota indica la misura del prelievo fiscale e può essere fissa (come, per l’IRES) ovvero più o meno crescente con l’aumentare della base imponibile. In questo caso si dice progressiva (es. le aliquote IRPEF).

 

Anagrafe tributaria

Centro di raccolta ed elaborazione dei dati di interesse fiscale riguardanti tutte le persone fisiche, le società, gli enti, ai quali è attribuito, a cura dell’Agenzia delle Entrate, un codice identificativo (codice fiscale, partita Iva). Grazie all’Anagrafe tributaria gli uffici dell’Agenzia possono ottenere i dati utili ai fini dell’accertamento dei redditi e del contrasto all’evasione fiscale.

 

Base imponibile

Valore sul quale si applica l’aliquota per determinare l’imposta dovuta.

Costituzione italiana e fisco

La Costituzione italiana contiene i principi base del nostro sistema tributario.

L’articolo 23 stabilisce che Nessuna prestazione patrimoniale o personale può essere imposta se non in base alla legge.

L’articolo 53 afferma che Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Questo articolo contiene tre principi fondamentali:

 

a. l’universalità dell’imposizione fiscale

Per universalità dell’imposizione fiscale s’intende che tutti i cittadini hanno il dovere di contribuire alle spese pubbliche attraverso il pagamento dei tributi. Tale esborso obbligatorio, finalizzato a finanziare il funzionamento della macchina statale, ritorna comunque ai cittadini in termini di prestazioni e servizi come scuole, ospedali, polizia, esercito, tribunali,ecc. Chi si colloca al di sotto di un reddito minimo è esonerato dall’obbligo fiscale e usufruisce ugualmente di tutti i servizi, in base al principio della solidarietà economica e sociale contenuto nell’articolo 2 della Costituzione. Chi invece non paga le tasse pur avendone la possibilità economica è un evasore fiscale.

 

b. la capacità contributiva

Per il principio della capacità contributiva, il pagamento dei tributi deve essere basato sulla possibilità economica dei singoli, che si può desumere da elementi oggettivi rivelatori di ricchezza come il reddito, il patrimonio, i consumi e i trasferimenti di ricchezza. Ciò è stato stabilito per garantire una giusta ripartizione del carico fiscale. Dal punto di vista del contribuente, questo principio è una garanzia, in quanto non si può essere sottoposti a tassazione, se non in presenza di fatti che esprimano capacità contributiva.

 

c. la progressività del sistema tributario.

Infine, secondo il criterio di progressività, il prelievo economico da parte dello Stato, e quindi il pagamento delle imposte da parte dell’individuo, varia in maniera proporzionalmente maggiore all’aumento della base imponibile. Praticamente ognuno partecipa in relazione alla propria possibilità economica con una contribuzione che cresce in maniera progressiva al crescere del reddito. Il sistema più diffuso di progressività, proprio anche dell'IRPEF, è detto per scaglioni: il reddito è suddiviso in scaglioni, cui corrispondono aliquote via via crescenti

 

Infine l’articolo 119 della Costituzione, modificato con legge costituzionale n. 3 del 2001, stabilisce l’autonomia finanziaria di entrata e di spesa di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni, con l’attribuzione a tali enti di tributi propri e di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibili al loro territorio.

 

Codice fiscale e tessera sanitaria

Il codice fiscale è un’ espressione alfanumerica di 16 caratteri e rappresenta lo strumento di identificazione del cittadino nei rapporti con gli enti e le amministrazioni pubbliche, consente

l’erogazione di servizi che ne richiedono l’obbligatoria indicazione e permette lo scambio di informazioni tra le banche dati delle diverse amministrazioni.

Il tesserino del codice fiscale è stato recentemente sostituito dalla tessera sanitaria per tutti i cittadini aventi diritto alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale.

La tessera sanitaria è una tessera personale che contiene, oltre al codice fiscale, i dati anagrafici e assistenziali dei cittadini, è valida sull’intero territorio nazionale e permette di ottenere

servizi sanitari anche nei paesi dell’Unione Europea.

 

Condono fiscale

Nell'ambito del diritto, il condono è un provvedimento emanato dal Parlamento, o dal Governo mediante decreti legge, tramite il quale i cittadini che vi aderiscono possono ottenere l'annullamento, totale o parziale, di una pena o di una sanzione. Gli esempi più comuni sono il condono fiscale ed il condono edilizio, ma esistono anche altre forme, come il condono valutario, previdenziale, assicurativo, immobiliare ecc., oltre a specifici condoni che fanno riferimento a singole tasse, come, ad esempio, quella sui rifiuti o altre simili.

 

Debito pubblico

Insieme dei prestiti ottenuti dallo Stato e dagli altri enti pubblici, mediante emissione di titoli (obbligazioni), per finanziare i deficit di bilancio, determinati dalla insufficienza delle entrate rispetto alle spese. Il debito pubblico può essere interno, quando sia sottoscritto da soggetti residenti (famiglie, imprese, società finanziarie), oppure estero. Secondo la sua durata, si distingue in debito fluttuante (ed è rappresentato soprattutto dai Bot che hanno scadenza inferiore all'anno) e debito consolidato o patrimoniale (ed è rappresentato dai titoli di Stato con durata superiore all'anno: Btp e Cct).

 

Deficit pubblico

In economia, all'interno del bilancio statale, il deficit o disavanzo pubblico è l'ammontare della spesa pubblica non coperta dalle entrate, ovverosia quella situazione economica in cui, in un dato periodo, le uscite dello Stato superano le entrate.

 

Dichiarazione dei redditi

Atto attraverso il quale il contribuente comunica la propria situazione reddituale. La dichiarazione deve essere presentata da tutte le persone che l’anno precedente hanno avuto redditi (dagli imprenditori e dagli esercenti arti e professioni deve essere presentata anche se non hanno percepito alcun reddito) su modelli predisposti annualmente dall’Agenzia delle Entrate. I modelli variano a seconda che si tratti della dichiarazione di persone fisiche, società di persone o di capitali. Per le persone fisiche il modello da utilizzare può essere UNICO PF (persone fisiche) oppure il modello 730 se il dichiarante è un lavoratore dipendente o un pensionato.

 

Documenti fiscali

Fattura

La fattura deve essere emessa da chi cede un bene o presta un servizio e certifica il debito dell’emittente ed il credito del ricevente nei confronti dello Stato. La fattura deve riportare una serie di dati obbligatori, quali:

• la data di emissione ed il numero progressivo

• i dati identificativi dei soggetti tra cui è effettuata l’operazione

• il numero di partita Iva di chi emette la fattura

• la natura, la qualità e la quantità dei beni o dei servizi oggetti dell’operazione

• la base imponibile, ossia il prezzo o il valore normale

• l’aliquota da applicare alla base imponibile che varia a seconda del bene o del servizio acquistato nonché in funzione dell’uso che ne viene fatto

• l’imposta che si ottiene applicando l’aliquota alla base imponibile.

 

Ricevuta fiscale

Documento che deve essere rilasciato da alcune categorie di operatori (ad es. parrucchieri, albergatori ecc.) che effettuano operazioni per le quali non sia obbligatoria l’emissione della fattura.

 

Scontrino

Lo scontrino serve a controllare il rispetto delle regole IVA. Contiene alcune delle informazioni riportate nella fattura, ma in modo più sintetico, e certifica i corrispettivi percepiti da soggetti che svolgono attività di commercio al minuto o assimilate per le quali non è obbligatoria l’emissione della fattura (se non a richiesta del cliente). Tra gli altri, devono rilasciare lo scontrino fiscale (quando non è prevista la fattura) coloro che svolgono attività di cessione di beni in locali aperti al pubblico o in spacci interni o attività di somministrazione di alimenti e bevande in pubblici esercizi.

 

Evasione fiscale

il termine evasione fiscale indica tutti quei metodi volti a ridurre o eliminare il prelievo fiscale da parte dello Stato sul contribuente attraverso la violazione di specifiche norme fiscali da parte di quest'ultimo.

Tipicamente avviene attraverso operazioni di vendita effettuate senza emissione di fattura, ricevuta o scontrino fiscale (le cosiddette vendite "in nero") oppure attraverso false dichiarazioni dei redditi con conseguente mancata o errata dichiarazione fiscale e successivo mancato versamento dell'imposta realmente dovuta.

Costituisce di fatto un evento deleterio all'interno della politica fiscale attuata dal governo e che contribuisce a far perdere allo Stato una parte non trascurabile delle entrate ad esso dovute e necessarie per coprire la spesa pubblica alimentando così l'eventuale deficit pubblico nel bilancio dello Stato ed il conseguente debito pubblico.

 

Elusione fiscale

Consiste nel tentativo da parte del contribuente di usare vie lecite per evitare di essere sottoposto al carico fiscale (es. cambia residenza per godere di particolari agevolazioni). In questo caso, il contribuente non viola alcuna norma, attuando un comportamento formalmente corretto e permesso dall’ordinamento, ciò nonostante, a determinate condizioni, sanzionabile dalla Amministrazione finanziaria.

 

Federalismo fiscale

L’articolo 119 della Costituzione, modificato con legge costituzionale n. 3 del 2001, stabilisce l’autonomia finanziaria di entrata e di spesa di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni, con l’attribuzione a tali enti di tributi propri e di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibili al loro territorio. Ciò implica che le amministrazioni regionali e locali hanno risorse autonome e possono applicare tributi propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica, in modo da finanziare le funzioni pubbliche loro attribuite.

 

Fisco: Origine del termine

Dal latino fiscus, nome attribuito in epoca romana alla cassa privata dell’imperatore.

Originariamente era un canestro di vimini e giunchi utilizzato per conservare il denaro riscosso dal popolo residente nelle province imperiali. L’imperatore lo amministrava principalmente per il mantenimento dell’esercito e in parte per le opere e i giochi pubblici. Oggi questo termine è usato per indicare l’Amministrazione finanziaria.

 

Imposte

L’imposta è un tributo finalizzato al soddisfacimento di bisogni pubblici indivisibili, che cioè vanno a beneficio dell’intera collettività, ed è prelevato in relazione ad un fatto economico che esprime capacità contributiva, come il reddito nell’IRPEF, il consumo nell’IVA. Le imposte si distinguono in:

 

imposte dirette, che colpiscono le manifestazioni dirette della capacità contributiva, cioè la ricchezza esistente (patrimonio) o conseguita (reddito).

Esse sono costituite dall’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), l’IRES (Imposta sul Reddito delle Società) e l’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive);

 

imposte indirette, tributi che non sono commisurati al reddito, ma colpiscono la manifestazione indiretta della capacità contributiva ( es. il consumo o la compravendita di un immobile). Le principali imposte indirette sono l’IVA – Imposta sul Valore Aggiunto – l’imposta di bollo e l’imposta di registro.

 

Confronto tra imposte dirette ed indirette

Sul piano dell'equità le imposte dirette sono preferibili, perché si adeguano meglio alla capacità contributiva dei soggetti, mentre le imposte indirette sui consumi incidono maggiormente su coloro che, avendo un reddito modesto, sono costretti a consumarlo tutto.

Sul piano degli effetti economici le imposte indirette sono più immediate: generalmente provocano un rialzo dei prezzi e la contrazione dei consumi. Se si applicano a beni e servizi di largo consumo possono generare quindi spinte inflazionistiche.

Le imposte indirette diminuiscono il reddito dei privati e pertanto un loro aumento frena la domanda globale. Se la loro pressione diventa eccessiva possono costituire un disincentivo all'attività produttiva e al risparmio.

 

 

La tassa rappresenta un compenso obbligatorio corrisposto allo Stato o ad un altro ente pubblico come controprestazione di un determinato servizio: tasse scolastiche, tasse sui rifiuti, ecc. Si differenzia dall’imposta in quanto la tassa si applica secondo il criterio della controprestazione: cioè è collegata alla richiesta da parte del singolo di una specifica prestazione dell’ente pubblico ed al vantaggio che il richiedente può trarne. Il contributo è una categoria di tributo pagata dai cittadini per ottenere un vantaggio particolare a seguito di un’ attività dello Stato.

Il contributo è presente quando è possibile individuare un gruppo di individui che trae vantaggio maggiore dalla spesa pubblica (ad es. per l'illuminazione di una strada residenziale). In questo caso la forma di entrata è il contributo dove a differenza della tassa non vi è la domanda da parte del cittadino.

 

IRES

Imposta sui redditi delle società. Colpisce i redditi netti complessivi, in particolare delle società di capitali (società per azioni; società a responsabilità limitata), con un'aliquota unica (imposta diretta proporzionale, cioè non progressiva).

 

IRPEF

Imposta sui redditi delle persone fisiche. La principale imposta diretta del nostro sistema tributario, che colpisce tutti i redditi dei cittadini con aliquote (percentuali applicate per calcolare l'imposta) progressive, cioè crescenti al crescere del reddito imponibile. Il contribuente deve sommare tutti i suoi redditi di un anno (da terreni e fabbricati, da lavoro dipendente, da lavoro autonomo, di capitale, di impresa, di ogni altra fonte), togliendo da essi alcuni oneri deducibili. A questo valore, detto imponibile, applica le aliquote per scaglioni di reddito (dividendo il reddito in parti, si applicano aliquote crescenti), e calcola l'imposta lorda, su cui effettua alcune detrazioni per arrivare all'imposta netta che deve essere versata. Ai lavoratori dipendenti l'imposta viene trattenuta dalla busta paga ogni mese (ritenuta alla fonte) e, quindi, dovranno versare solo il saldo.

 

IVA

Imposta sul Valore Aggiunto. Imposta indiretta che colpisce la parte di incremento di valore (il valore aggiunto, appunto) che il bene subisce nelle singole fasi di produzione e distribuzione, fino a gravare totalmente sul consumatore finale, che corrisponderà l’intero tributo. L’Imposta sul Valore Aggiunto si applica alle cessioni di beni (es. abbigliamento, generi alimentari...) ed alle prestazioni di servizi (ad es. consulenze degli avvocati, riparazioni elettriche...)poste in essere da imprese, artisti e professionisti nell’esercizio delle proprie attività, effettuate nel territorio dello Stato.

 

Partita IVA

Quando si intraprende un’attività economica, sia di tipo autonomo che imprenditoriale, occorre

segnalarlo all’Agenzia delle Entrate presentando un’apposita dichiarazione entro 30 giorni

dall’inizio dell’attività o dalla costituzione della società.

Al momento della presentazione della dichiarazione di inizio attività, viene attribuito

dall’Agenzia delle Entrate il numero di partita Iva, formato da 11 caratteri, che resta invariato

fino alla cessazione dell’attività.

 

Pressione fiscale

E' la somma delle imposte dirette ed indirette e dei contributi sociali (a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori) in rapporto al reddito nazionale.

Secondo i dati della Banca d'Italia la pressione fiscale salirebbe dal 42,3% del 2010 al 42,7% del 2011 e dal 2012 si attesterebbe su valori intorno al 43,8%, un massimo storico (nel 1997 essa aveva raggiunto il 43,6% del Pil ).

 

PRESUPPOSTO Dell'imposta

E' quella particolare situazione di fatto, quale il percepimento di un reddito, o il consumo di un bene, cui la legge ricollega l'obbligo di pagare l'imposta.

SOSTITUTO D'IMPOSTA

In certi casi, per rendere più sicura la riscossione, il dovere di adempiere l'obbligazione tributaria non grava direttamente sul contribuente, ma su un altro soggetto, detto sostituto d'imposta, il quale è tenuto giuridicamente al pagamento del tributo, con la facoltà o l'obbligo di rivalersi nei confronti del contribuente. Questo meccanismo trova applicazione sopratutto nelle imposte che colpiscono il reddito da lavoro : il datore di lavoro è il sostituto d'imposta e deve effettuare il versamento del tributo e rivalersi nei confronti del lavoratore trattenendo il relativo importo nel momento in cui gli corrisponde la retribuzione.

 

 

 

Fonti

Le voci sono tratte da

http://www.paramond.it/old/art/0001_sussidifiltro/dir_eco_biennio/cittadino/index.htm

Dizionario economico on line

http://www.simone.it/newdiz/newdiz.php?action=view&id=0&index=A&dizionario=6

Wikipedia

Opuscolo Agenzia delle entrate  Progetto Fisco & scuola

http://www1.agenziaentrate.it/entrateinclasse/materiali_didattici/modulo2/opuscolo_Ragazzi.pdf

 

 

realizzazione Paolo Vidali e Paolo Curti, Liceo “Quadri” Vicenza.