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LICEO SCIENTIFICO
STATALE "G.B.QUADRI" DI VICENZA
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La Giornata della Memoria, 27 gennaio
Olocausto: 36 Domande e Risposte
1. Quando si parla dell'Olocausto,
a quale periodo della storia si fa riferimento? Il termine "Olocausto" si riferisce al periodo dal 30 Gennaio
1933, quando Hitler divenne Cancelliere della Germania, all'
8 Maggio 1945 (Il giorno della Vittoria), la fine della guerra
in Europa.
2. Quanto ebrei furono assassinati
durante l'Olocausto? Pur essendo impossibile accertare l'esatto numero di
vittime ebree, le statistiche indicano che il totale fu di
oltre 5.860.000 persone. La maggior parte delle autorità
generalmente accettano la cifra approssimativa di sei milioni.
3. Quanti civili non-ebrei
furono assassinati durante la Seconda Guerra Mondiale?
E' impossibile stabilire il numero esatto: tuttavia
la cifra generalmente riconosciuta si aggira sui 5.000.000.
Tra i gruppi assassinati e perseguitati dai nazisti e dai loro
collaboratori, vi erano: zingari, serbi, membri dell’intellighenzia
polacca, oppositori della resistenza di tutte le nazionalità,
tedeschi oppositori del nazismo, omosessuali, testimoni di Geova,
delinquenti abituali, e "antisociali", come, ad esempio, mendicanti,
vagabondi e venditori ambulanti.
4. Quali furono le comunità
ebraiche che subirono perdite durante l'Olocausto? Tutte le comunità Ebraiche dell'Europa
occupata subirono perdite durante l'Olocausto. Le comunità
Ebraiche del Nord Africa furono perseguitate, però gli
ebrei di questi paesi non furono deportati nei campi di sterminio,
ne assassinati sistematicamente.
5. Quanti ebrei furono
assassinati in ciascun paese e che percentuale della popolazione
rappresentavano prima della guerra?
Austria 50.000 -- 27,0%
Italia 7.680 -- 17,3%
Belgio 28.900 -- 44.0%
Lettonia 71.500 -- 78,1%
Boemia, Moravia 78.150 -- 66,1%
Lituania 143.000 -- 85,1%
Bulgaria 0 -- 0.00%
Lussemburgo 1.950 -- 55,7%
Danimarca 60 -- 0.7%
Paesi Bassi 100.000 -- 71,4%
Estonia 2.000 - 44,8%
Finlandia 7 -- 0,3%
Polonia 3.000.000 -- 90,9%
Francia 77.320 - 22,1%
Romania 287.000 -- 47.1%
Germania 141.500 -- 25,0%
Slovacchia 71.000 -- 79,8%
Grecia 67.000 -- 86,6%
Unione Sovietica 1.100.000 -- 36,4%
Ungheria 569.000 -- 69,0%
Yugoslavia 63.300 -- 81,2%
(Fonte: Enciclopedia dell'Olocausto)
6. Che cos'è un
campo di sterminio? Quanti ne esistevano? Dove erano ubicati?
Un campo di sterminio (o di strage di massa)
è un campo di concentramento con attrezzature speciali
progettate per uccidere in forma sistematica. Esistevano sei
campi di questo genere: Auschwitz-Birkenau, Belze, Chelmno,
Majdanek, Sobibor, Treblinka. Erano tutti situati in Polonia.
7. Qual è il
significato del termine "Soluzione Finale" e qual è
la sua origine? Il termine "Soluzione Finale" (Endlösung)
si riferisce al piano Tedesco di sterminare tutti gli ebrei
d'Europa. Il termine fu usato alla Conferenza di Wannsee (Berlino,
20 Gennaio 1942) dove gli ufficiali tedeschi ne discussero la
realizzazione.
8. Quando ebbe
inizio la "Soluzione Finale"? Mentre migliaia di Ebrei venivano uccisi
dai Nazisti o morirono a causa delle misure discriminatorie
adottate contro di loro, durante i primi anni del Terzo Reich,
lo sterminio sistematico degli Ebrei non ebbe inizio fino all'invasione,
da parte della Germania, dell'Unione Sovietica nel Giugno 1941.
9. Come definivano
i Tedeschi un Ebreo? Il 14 Novembre 1935 i nazisti così
definirono un "Ebreo": Chiunque, con tre o due nonni ebrei,
appartenesse alla Comunità Ebraica al 15 Settembre 1935,
o vi si fosse iscritto successivamente; chiunque fosse sposato
con un Ebreo o un'Ebrea al 15 settembre 1935 o successivamente
a questa data; chiunque discendesse da un matrimonio o da una
relazione extraconiugale con un Ebreo al o dopo il 15 settembre
1935.
10. Come
trattavano i tedeschi coloro che avevano una parte di sangue
ebreo ma non venivano classificati come ebrei? Coloro che non venivano classificati
come Ebrei ma che avevano una parte di sangue Ebreo venivano
classificati come Mischlinge (ibridi) ed erano divisi in due
gruppi:
- Mischlinge di primo grado --
coloro che avevano due nonni Ebrei;
- Mischlinge di secondo grado -
coloro che avevano un nonno Ebreo.
I Mischlinge venivano ufficialmente
esclusi dal Partito Nazista e da tutte le organizzazioni del
Partito (per esempio SA, SS, etc.). Benché venissero
arruolati nell'esercito tedesco, non potevano conseguire il
grado di ufficiali.. Era inoltre proibito loro di far parte
dell'Amministrazione Pubblica e svolgere determinate professioni
(alcuni Mischlinge erano, in ogni caso, esonerati in determinate
circostanze). Gli ufficiali nazisti presero in considerazione
la possibilità di sterilizzare i Mischlinge, ma ciò
non fu sempre attuato. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i
Mischlinge di primo grado rinchiusi nei campi di concentramento,
furono tradotti nei campi di sterminio.
11. Quali
furono le prime misure adottate dai Nazisti contro gli ebrei?
Le prime misure adottate contro
gli Ebrei includevano:
- 1 Aprile 1933: Il boicottaggio
da parte dei nazisti dei negozi e delle imprese degli Ebrei.
- 7 Aprile 1933: La legge per
la Riforma dell'Amministrazione Pubblica espulse tutti i non-Ariani
(secondo la definizione dell'11 Aprile 1933, erano considerati
tali tutti coloro che avevano un padre o un nonno Ebreo) dall'amministrazione
pubblica. Inizialmente, vennero fatte delle eccezioni: chi
già vi lavorava dall'Agosto del 1914, i veterani Tedeschi
della Prima Guerra Mondiale e coloro che avevano perso un padre
o un figlio combattendo per la Germania o per i suoi alleati
durante la Prima Guerra Mondiale.
- 7 aprile 1933: La legge che
regolamentava il permesso per l'esercizio della professione
legale, proibiva l'ammissione alla professione forense degli
avvocati discendenti da non-Ariani e dei ai membri non-Ariani
(vi furono alcune eccezioni nei casi sopra menzionati). Leggi
simili vennero promulgate nei confronti dì consulenti
tecnici, giurati e giudici commerciali Ebrei.
- 22 Aprile 1933: Il decreto
sui servizi sanitari riguardante il piano della salute pubblica
negava il rimborso delle spese a quei pazienti che consultavano
medici non-Ariani. I medici Ebrei che erano veterani di guerra
o che avevano sofferto a causa della guerra, erano esclusi.
- 25 Aprile 1933: La legge contro
la sovrappopolazione delle scuole tedesche stabilì che
il numero degli ebrei iscritti alle scuole secondarie tedesche
non poteva superare l'1,5% del corpo studentesco. Nelle Comunità
nelle quali gli ebrei costituivano più del 5% della
popolazione, tale percentuale poteva raggiungere il 5%. Inizialmente,
vennero fatte eccezioni per i figli degli ebrei che erano veterani
di guerra, non "considerati" come facenti parte della quota
stabilita. Nell'ambito dell'applicazione di questa legge, venivano
considerati alunni Ebrei tutti coloro i cui genitori non erano
ariani.
12.
I Nazisti pianificarono l'eccidio degli ebrei sin dall'inizio
del loro regime? La risposta a questa domanda
è estremamente difficile. Mentre Hitler faceva spesso
riferimento allo sterminio degli ebrei, sia nei suoi primi
scritti (Mein Kampf) sia nei vari discorsi pronunciati durante
gli anni '30, è quasi sicuro che i Nazisti non avessero
alcun piano operativo per l'annientamento sistematico degli Ebrei
prima del 1941. La decisione dell'annientamento sistematico degli
Ebrei fu presa, apparentemente, alla fine dell'inverno o all'inizio
della primavera del 1941 insieme alla decisione di invadere
l'Unione Sovietica.
13. Quando fu costruito il primo campo di concentramento e chi
furono i primi detenuti? Il primo campo di concentramento,
Dachau, fu aperto il 22 Marzo 1933. I primi reclusi del campo
furono, fondamentalmente, prigionieri politici (per esempio
Comunisti o socialdemocratici); criminali abituali; omosessuali;
Testimoni di Geova; e "antisociali" (mendicanti, vagabondi e
venditori ambulanti). Vi erano inclusi anche scrittori, giornalisti,
avvocati, industriali impopolari, e funzionari politici ebrei,
considerati dai Nazisti come "un problema".
14. Quali gruppi furono perseguitati dai Nazisti in Germania
per essere considerati nemici dello stato? Il Terzo Reich considerava
nemici e quindi perseguitava Ebrei, Zingari, socialdemocratici,
altri oppositori politici, oppositori del Nazismo, Testimoni
di Geova, criminali abituali, e "antisociali" (ad esempio mendicanti,
vagabondi e venditori ambulanti), e i malati di mente. Ogni
individuo che poteva essere considerato una minaccia per il
Nazismo correva il rischio di essere perseguitato.
15. Quale fu la differenza tra la persecuzione degli ebrei e
degli altri gruppi classificati dai nazisti come nemici del Terzo
Reich? Gli Ebrei erano
l'unico gruppo destinato ad un totale e sistematico annientamento.
Per sottrarsi alla sentenza di morte imposta dai Nazisti, gli
Ebrei potevano solamente abbandonare l'Europa Nazista. Secondo
il piano Nazista, ogni singolo Ebreo doveva essere ucciso. Nel
caso di altri criminali o nemici del Terzo Reich, le loro famiglie
non venivano coinvolte. Di conseguenza, se una persona veniva
eliminata o inviata in un campo di concentramento, non necessariamente
tutti i membri della sua famiglia subivano la stessa sorte.
Inoltre, nella maggior parte delle situazioni, i nemici dei
Nazisti erano classificati come tali a causa delle loro attività
o appartenenza politica (attività e/o opinioni modificabili).
Gli Ebrei, al contrario, venivano perseguitati in virtù
della loro origine, indelebile.
16. Perché gli ebrei furono scelti per essere sterminati?
La spiegazione
all'odio implacabile dei nazisti contro gli Ebrei consiste
nella loro distorta visione del mondo che considerava la storia
come una lotta razziale. Essi consideravano gli Ebrei una razza
che aveva lo scopo di dominare il mondo e, quindi, rappresentava
un ostacolo per il dominio Ariano. Secondo la loro opinione,
la storia consisteva in uno scontro tra razze che sarebbe culminato
con il trionfo della razza Ariana, quella superiore: di conseguenza,
essi consideravano un loro preciso obbligo morale eliminare
gli Ebrei, dai quali si sentivano minacciati. Inoltre, ai loro
occhi, l'origine razziale degli Ebrei li identificava come i
delinquenti abituali, irrimediabilmente corrotti e considerati
inferiori, la cui riabilitazione era ritenuta impossibile.
Non ci sono dubbi
che ci furono altri fattori che contribuirono all'odio nazista
contro gli ebrei e alla creazione di un'immagine distorta del
popolo ebraico. Uno di questi fattori era la centenaria tradizione
dell'antisemitismo Cristiano che propagandava uno stereotipo
negativo degli Ebrei ritenuti gli "assassini di Cristo", inviati
del diavolo, e praticanti di arti magiche. Altri fattori furono
l'antisemitismo politico e razziale della seconda metà del
XIX secolo e la prima parte del XX secolo, che considerava gli ebrei
come una minaccia per la stabilità sociale. La combinazione
di questi fattori scatenò la persecuzione e lo sterminio
degli Ebrei da parte dei nazisti.
17. Che cosa sapeva il popolo Tedesco sulla persecuzione degli
ebrei e degli altri nemici dei nazisti? Alcuni aspetti
della persecuzione nazista degli Ebrei e di altri oppositori
erano di dominio pubblico in Germania: ad esempio, tutti sapevano
del boicottaggio del 1° Aprile 1943 e conoscevano le Leggi
di Aprile e le Leggi di Norimberga, poiché ad esse fu dato ampio
risalto. Inoltre, i trasgressori venivano di norma puniti ed
umiliati pubblicamente. Lo stesso accadde per i provvedimenti
antiebraici successivi. Kristallnacht (La notte dei cristalli)
fu un pogrom svoltosi davanti agli occhi dell'intera popolazione:
le notizie sui campi di concentramento non venivano rese note,
ma il popolo Tedesco era a conoscenza di molti fatti riguardanti
il trattamento riservato ai detenuti, anche se era molto difficile
ottenere informazioni dettagliate.
Riguardo al
perfezionamento della "Soluzione Finale" e alla eliminazione
di altri "elementi indesiderabili", la situazione era differente.
I Nazisti tentarono di tenere nascosti i loro crimini e, a
questo scopo, adottarono delle misure preventive perché i loro
piani non fossero divulgati; questo tentativo, comunque, riuscì
loro solo in parte: ad esempio, le proteste ufficiali di vari
ecclesiastici bloccarono il programma dell'eutanasia nell'agosto
del 1941. Queste proteste furono ovviamente il risultato della
conoscenza dell'uccisione di malati di mente all'interno di
varie strutture.
Per quanto
concerne gli Ebrei, era noto in tutta la Germania che essi
erano spariti dopo essere stati inviati verso l'Est. Gran parte
della popolazione Tedesca non sapeva con certezza che cosa stava
succedendo agli ebrei. D'altra parte, c'erano migliaia e migliaia
di Tedeschi che partecipavano al perfezionamento della "Soluzione
Finale" e/o la presenziavano: ricordiamo, ad esempio, i membri
delle SS, la Einsatzgruppen (unità assassine mobili speciali),
le guardie dei campi di sterminio o dei campi di concentramento,
la polizia dell'Europa occupata, o la Wehrmacht (esercito tedesco).
18. Tutti i Tedeschi appoggiavano il piano di Hitler sulla
persecuzione degli ebrei? Sebbene
l'intera popolazione Tedesca non condividesse la persecuzione
degli ebrei da parte di Hitler, non vi sono prove di contestazione
su grande scala riguardo il trattamento loro riservato. Ci
furono Tedeschi, comunque in minima percentuale, che si opposero
al Boicottaggio del 1° aprile 1933 acquistando di proposito
nei negozi degli Ebrei o aiutando gli stessi a fuggire e a
nascondersi. Anche alcuni fra gli oppositori di Hitler appoggiavano
la politica antiebraica. Per quanto riguarda il clero, Dompropst
Bernhard Lichtenberg di Berlino pregava ogni giorno per gli
ebrei in pubblico e, per questo, fu internato in un campo di
concentramento: altri preti furono deportati per essersi rifiutati
di collaborare con i nazisti, ma la maggior parte del clero
aderiva alle leggi contro gli Ebrei Tedeschi e non protestava
apertamente.
19. Gli abitanti dell'Europa occupata conoscevano i piani dei
nazisti sugli ebrei? Come si ponevano di fronte a questo problema?
Cooperavano con i nazisti e contro gli ebrei? Le posizioni
della popolazione locale rispetto alla persecuzione e all'annientamento
degli ebrei variavano dall'entusiasta collaborazione con i
nazisti fino all'aiuto attivo offerto agli Ebrei. E' per questo
motivo che risulta difficile generalizzare. Inoltre, la situazione
era diversa per ogni paese. Nell'Europa Orientale, specialmente
in Polonia, Russia e negli Stati Baltici (Estonia, Lettonia
e Lituania) si sapeva molto di più sulla "Soluzione Finale"
poiché veniva attuata in queste zone. In altri posti,
la popolazione locale era in possesso di meno informazioni sui
dettagli della "Soluzione Finale".
In tutti
i paesi occupati dai nazisti, ad eccezione della Danimarca
e della Bulgaria, molti volevano cooperare allo sterminio degli
ebrei. Questo accadeva in modo particolare nell'Europa Orientale,
dove esisteva una grande tradizione di acceso antisemitismo,
e dove molte nazioni, che erano sotto il dominio sovietico
(lettoni, lituani e ucraini), nutrivano la speranza che i tedeschi
avrebbero loro restituito l'indipendenza. In diversi paesi
europei esistevano movimento fascisti locali che si allearono con i
nazisti e parteciparono alle azioni antiebraiche: ad esempio, la
Guardia di Ferro in Romania e La Guardia della Freccia in
Slovacchia. Per contro, in tutti i paesi europei vi furono persone
coraggiose che rischiarono la propria vita per salvare gli
ebrei. In vari paesi ci furono gruppi che aiutarono gli ebrei,
per esempio, il gruppo Joop Westerweel in Olanda, il Zegota
in Polonia e il movimento clandestino Assisi in Italia.
20. Gli Alleati e gli abitanti del Mondo Libero erano a conoscenza
di quello che stava succedendo in Europa? I
vari provvedimenti adottati dai nazisti prima della "Soluzione
Finale" vennero resi pubblici attraverso la stampa. I corrispondenti
stranieri scrivevano sulle più importanti azioni naziste
antiebraiche svoltesi in Germania, Austria e Cecoslovacchia
prima della Seconda Guerra Mondiale. Dopo l'inizio della guerra,
divenne più difficile ottenere informazioni; ciò
nonostante, vennero pubblicati alcuni rapporti sulla destinazione
degli ebrei. In questo modo, anche se i nazisti non divulgarono
dati riguardanti la "Soluzione Finale" a meno di un anno dall'inizio
dello sterminio sistematico degli ebrei, iniziarono a filtrare
informazioni anche in occidente. La prima notizia sul piano
programmato per lo sterminio di massa degli ebrei trapelò
dalla Polonia da parte della Bund (una organizzazione politica
socialista ebraica) e giunse in Inghilterra nella primavera
del 1942. I dettagli su tale informazione furono forniti agli
Alleati da fonti Vaticane e attraverso informatori Svizzeri
e del movimento clandestino polacco (Jan Karski, emissario di
questo movimento, si era infiltrato nel campo di sterminio di
Belzec dal quale fuggì dopo aver visto lo sterminio di massa: si
incontrò personalmente con Franklin Roosevelt e con il
Ministro degli Esteri della Gran Bretagna Anthony Eden). In
seguito, verso la fine di novembre del 1942, il governo degli
Stati Uniti inviò alle personalità ebraiche la
conferma delle informazioni. Dette informazioni furono pubblicate
immediatamente. Malgrado l'incompletezza e l'imprecisione dei
dettagli, gli Alleati vennero quasi totalmente a conoscenza
delle azioni perpetrate contro gli ebrei non molto tempo prima.
21. Quale fu la risposta degli Alleati alla persecuzione degli
ebrei? Avrebbero potuto fare qualcosa per aiutarli?
La reazione degli Alleati alla persecuzione e allo sterminio
degli ebrei in Europa non fu quella auspicata. All'inizio di gennaio
del 1944 venne creata un'agenzia - il Comitato per i Rifugiati
di Guerra - allo scopo di salvare le vittime della persecuzione
nazista. Prima di questa data poco fu fatto al riguardo. Il
17 dicembre del 1942, gli alleati pubblicarono una dichiarazione
nella quale condannavano le atrocità commesse dai Nazisti
contro gli ebrei e che rimase l'unica formulata prima del 1944.
Va detto anche che non fu effettuato alcun tentativo di invitare
la popolazione locale europea ad astenersi dal collaborare con i
nazisti nello sterminio sistematico degli ebrei. Inoltre, dopo
l'istituzione del Comitato per i rifugiati di guerra e la relativa
pianificazione degli aiuti, gli Alleati, perfettamente al corrente
della sua esistenza e scopo, si rifiutarono di bombardare il
campo di sterminio di Auschwitz e/o le linee ferroviarie che
vi arrivavano malgrado, all'epoca, i loro bombardieri distruggessero
le fabbriche attigue al campo.
Non fu neanche adottato alcun provvedimento in merito al problema
dei rifugiati. Migliaia di ebrei cercarono inutilmente di entrare
negli Stati Uniti, data la severa politica di immigrazione
Statunitense. I visti esistenti, in numero peraltro esiguo, spesso
non venivano concessi nonostante la richiesta fosse di gran
lunga superiore al numero dei posti disponibili. Le conferenze
che ebbero luogo ad Evian in Francia (1938) e alle Bermuda (1943)
per risolvere il problema dei rifugiati non contribuì
certo a trovare una soluzione al problema. Alla prima conferenza,
ai paesi invitati da Stati Uniti e Gran Bretagna fu riferito
che a nessun paese si sarebbe potuto chiedere di cambiare le
proprie leggi sull'immigrazione. Inoltre, i britannici accettarono
di partecipare solo se l'argomento Palestina non fosse stato
all'ordine del giorno. Nelle Bermuda i delegati non parlarono
del destino di coloro che erano rimasti nelle mani dei Nazisti,
ma piuttosto di coloro che erano riusciti a fuggire in paesi
neutrali. Misure pratiche che avrebbero potuto aiutare a liberare
gli ebrei sarebbero state:
- Permesso per la temporanea ammissione dei rifugiati.
- Flessibilità dei severi requisiti d'ingresso.
- Reiterati ed inequivocabili avvertimenti alla Germania e alle
popolazioni di tutta l'Europa sulla responsabilità - senza alcuna
eccezione - che avrebbero avuto tutti coloro i quali avessero
partecipato allo sterminio degli ebrei.
- Bombardamento del campo di sterminio di Auschwitz.
22. Chi furono i "Giusti fra le Nazioni"?
I "Giusti fra le Nazioni" o i "Giusti Gentili" furono persone non
ebree che aiutarono gli Ebrei durante l'Olocausto. Ci furono "Giusti
fra le Nazioni" in tutti i paesi occupati dai nazisti o ad
essi alleati, e le loro azioni spesso condussero alla salvezza
di vite ebree. Yad Vashem, l'Ente Nazionale Israeliano per
la memoria dell'Olocausto, conferisce onorificenze speciali
a queste persone. Ad oggi, dopo un attento esame di ogni singolo
caso, Yad Vashem ha riconosciuto circa 10.000 "Giusti Gentili"
classificandoli in tre diverse categorie. La Polonia è
il paese con il più alto numero di "Giusti Gentili".
L'Olanda é il paese con la più alta percentuale
(pro-capite). La cifra di 10.000 è molto distante dalla realtà
dal momento che, spesso, coloro i quali ricevettero un aiuto
sono morti. Inoltre, questa cifra comprende solamente coloro
che realmente rischiarono le loro vite per salvare gli ebrei
e non coloro i quali offrirono un semplice aiuto.
23. Gli ebrei del Mondo Libero erano al corrente che gli ebrei
d'Europa erano perseguitati e sterminati? Se sì, quale fu la
loro reazione?
Le notizie sulla persecuzione e sullo sterminio degli ebrei
d'Europa vennero date in due fasi distinte. Le misure prese dai
nazisti prima della "Soluzione Finale" vennero pubblicate su tutti
i giornali. I corrispondenti stranieri riferirono sulle azioni
antiebraiche più importanti condotte dai nazisti in
Germania, Austria e Cecoslovacchia prima della Seconda Guerra
Mondiale. Dopo l'inizio della guerra, ottenere informazioni
diventò sempre più difficile, malgrado ciò,
vennero pubblicate delle notizie riguardanti il destino degli
ebrei.
La "Soluzione Finale" non fu pubblicizzata apertamente dai
nazisti, e questo impedì che l'informazione raggiungesse rapidamente
il "Mondo Libero". Nondimeno, intorno al dicembre 1942, le notizie
degli stermini di massa e del piano di annientamento degli
ebrei d'Europa furono pubblicate sulla stampa ebraica.
Anche la reazione degli ebrei del "Mondo Libero" deve essere
divisa in due periodi, prima e dopo la pubblicazione dell'informazione
relativa alla "Soluzione Finale". Gli sforzi realizzati durante
i primi anni del regime nazista si concentrano sul come facilitare
l'emigrazione dalla Germania (anche se all'inizio ci fu chi
si oppose all'emigrazione come possibile soluzione) e sul come
combattere l'antisemitismo tedesco. Sfortunatamente, la discordanza
dei pareri e la conseguente mancanza di unanimità penalizzò
e ostacolò la realizzazione di tali obiettivi. Inoltre,
pochissime personalità ebraiche si resero effettivamente
conto dell'enormità del pericolo. Dopo la pubblicazione
delle notizie sulla "Soluzione Finale" furono effettuati alcuni
tentativi per intraprendere azioni di liberazione, con la mediazione
di stati neutrali, allo scopo di portare aiuto agli ebrei che
si trovavano sotto il dominio nazista. Questi tentativi, certamente
inadeguati, furono ulteriormente ostacolati dalla mancanza
di assistenza e dall'ostruzionismo dei canali governativi.
Ulteriori tentativi per ottenere l'unità interna, durante
questo periodo, fallirono.
24. Gli ebrei d'Europa avevano capito ciò che stava accadendo
loro?
Per quanto riguarda la conoscenza della "Soluzione Finale" da
parte delle vittime potenziali, bisogna fare alcune considerazioni.
In primo luogo, i nazisti non resero pubblica la "Soluzione Finale"
e neanche ne parlarono apertamente. Fu fatto ogni tentativo
per ingannare le vittime, e quindi, prevenire o minimizzare
qualsiasi resistenza. Ai deportati veniva detto che sarebbero
stati "trasferiti" e questa notizia li portava a ritenere che
le condizioni "nell'est" (dove venivano inviati) sarebbero state
migliori di quelle dei ghetti. All'arrivo in alcuni campi di
concentramento, i deportati erano costretti a scrivere alle
loro famiglie descrivendo le meravigliose condizioni che avevano
trovato nelle loro nuove residenze. I tedeschi fecero il possibile
per mantenere la segretezza. Inoltre, il fatto che esseri umani
- e ancor meno tedeschi civilizzati - potessero costruire campi
con attrezzature speciali per mettere in atto uno sterminio
di massa risultava inconcepibile in quei tempi. Poiché
le truppe tedesche liberarono gli ebrei dallo Zar durante la
Prima Guerra Mondiale, i tedeschi venivano considerati da molti
ebrei come un popolo civile e liberale. Coloro che erano riusciti
a sfuggire e che mai fecero ritorno ai ghetti, spesso non furono
creduti quando raccontarono le loro esperienze. Persino gli
ebrei che avevano sentito parlare dei campi ebbero difficoltà
a credere ai reati che i tedeschi stavano commettendo in quei
luoghi. Il fatto che ogni comunità ebraica in Europa
fosse completamente isolata non consentiva la facile reperibilità
di dati e informazioni attendibili. Quindi non c'è dubbio
che molti ebrei europei non fossero a conoscenza della "Soluzione
Finale", fatto questo corroborato dalla documentazione tedesca
e dalle testimonianze dei sopravvissuti.
25. Quanti ebrei furono in grado di fuggire dall'Europa prima
dell'Olocausto?
E' difficile determinare con esattezza il numero di ebrei che
riuscirono a fuggire dall'Europa prima della Seconda Guerra
Mondiale, poiché le statistiche a disposizione sono incomplete.
Dal 1933 al 1939, 355.278 ebrei tedeschi e austriaci abbandonarono
le loro case (alcuni emigrarono verso i paesi che successivamente
furono occupati dai tedeschi). Nello stesso periodo, 80.860
ebrei polacchi immigrarono in Palestina e 51.747 ebrei europei
si rifugiarono in Argentina, Brasile e Uruguay. Negli anni 1938-1939,
circa 35.000 ebrei emigrarono dalla Boemia e Moravia
(Cecoslovacchia). Shanghai, l'unico posto al mondo dove non era
necessario il visto di ingresso accolse circa 20.000 ebrei europei
(la maggior parte di origine tedesca) i quali abbandonarono
la loro patria. Le cifre dell'immigrazione relative ai paesi
dove si rifugiarono durante questo periodo non sono disponibili:
inoltre, molti paesi non hanno provveduto alla compilazione
delle statistiche di immigrazione per gruppi etnici. Per questo
motivo, risulta impossibile stabilire il numero esatto dei rifugiati
ebrei.
26. Quali furono gli sforzi fatti per salvare gli ebrei che
fuggirono dalla Germania prima dell'inizio della Seconda Guerra
Mondiale?
Varie organizzazioni cercarono di facilitare l'immigrazione degli
ebrei (e dei non-ebrei ma perseguitati come tali) dalla Germania:
le più attive furono: la Jewish Agency for Palestine,
l'American Jewish Joint Distribution Committee, il HICEM, il
Central British Fund for German Jewry, il Reichsvertretung der
Deutschen Juden ed altri gruppi non ebraici, come l'Alto Commissariato
delle Nazioni Unite per i Rifugiati - ebrei e non ebrei - provenienti
dalla Germania, e l'American Friends Service Committee. Tra
i programmi elaborati c'era il "Accordo di Trasferimento" stipulato
fra l'Agenzia Ebraica ed il Governo Tedesco in base al quale
agli immigranti in Palestina era permesso trasferirvi i propri
fondi ed importarvi la merce Tedesca. Altri sforzi furono indirizzati
alla riqualificazione di possibili emigranti, al fine di aumentare
il numero delle persone che potevano ottenere i visti, dal
momento che alcuni paesi negavano l'ingresso di membri appartenenti
a determinate categorie professionali. Altri gruppi tentarono
di aiutare gli ebrei negli iter riguardanti la selezione dei
candidati per l'immigrazione, il trasporto dei rifugiati, l'aiuto
nell'integrazione dell'immigrante, ecc.
Alcuni gruppi cercarono di incrementare l'immigrazione avvalendosi
dell'aiuto di governi e organizzazioni internazionali per l'ottenimento
di asilo politico. La Lega delle Nazioni costituì un
organizzazione per l'aiuto ai rifugiati, ma il risultato fu
alquanto limitato a causa di mancanza di potere politico e fondi
adeguati.
Nel 1938, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna convocarono una
conferenza ad Evian, Francia, per cercare una soluzione adatta al
problema dei rifugiati. Ad eccezione della Repubblica Dominicana,
le nazioni riunite rifiutarono di cambiare le loro severe regole
sull'immigrazione che contribuivano ad impedire un'immigrazione
di massa.
Nel 1939, il Comitato Intergovernativo dei Rifugiati, costituito
durante la Conferenza di Evian, dette inizio ai negoziati con gli
ufficiali tedeschi al fine di stabilire un accordo per lo
spostamento di un'ingente quantità di ebrei tedeschi. Questi
negoziati però naufragarono. Nel Luglio del 1934 vennero
realizzate operazioni per l'ingresso illegale di immigranti
ebrei in Palestina; in seguito vennero sospese fino al luglio
del 1938. Gli sforzi furono compiuti in grande scala dal Mosad
le-Aliya Bet, i Revisionisti Sionisti e persone private. Si
cercò anche, ottenendo peraltro alcuni risultati positivi,
di facilitare l'ingresso illegale di rifugiati in vari paesi
dell'America Latina.
27. Perché furono così pochi gli esuli che poterono fuggire
dall'Europa prima dello scoppio della Seconda Guerra
Mondiale?
La ragione principale del numero relativamente basso dei rifugiati
che abbandonarono l'Europa prima della Seconda Guerra Mondiale
consisteva nelle severe politiche sull'immigrazione adottate
dai possibili paesi ospiti. Negli Stati Uniti, per esempio,
il numero di immigranti era limitato a 153.744 per anno, diviso
secondo il paese di origine. Tuttavia i requisiti di ingresso erano
così severi da far sì che i posti disponibili
spesso non fossero assegnati. Gli schemi per facilitare l'immigrazione,
oltre al numero di posti disponibili, non si concretizzavano
mai, poiché la maggior parte del popolo americano si
opponeva fermamente all'ingresso di ulteriore rifugiati. Altri
paesi, in particolare quelli Latino Americani, adottarono politiche
sull'immigrazione simili o persino più restrittive,
impedendo così l'accesso a possibili immigranti provenienti
dal Terzo Reich.
La Gran Bretagna, in certo qual modo più liberale degli Stati
Uniti rispetto al problema dell'ingresso degli immigranti, adottò
misure restrittive al fine di limitare l'immigrazione degli
ebrei in Palestina. Nel Maggio 1939, i britannici, pubblicarono
il "Foglio Bianco", consentendo a soli 75.000 immigranti ebrei
di ottenere il visto di ingresso in Palestina per i cinque anni
successivi (10.000 all'anno e altri 25.000). Questa decisione
impedì a centinaia di migliaia di ebrei di fuggire dall'Europa.
I paesi con maggiori possibilità di accoglienza di rifugiati ne
rifiutarono sistematicamente l'ingresso. Malgrado una soluzione
al problema dei rifugiati fosse all'ordine del giorno della
Conferenza di Evian, solamente la Repubblica Dominicana approvò
l'immigrazione su grande scala. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna
proposero di scegliere delle località di accoglienza
nelle aree sottosviluppate (per esempio: Guyana, già
Guyana Inglese e le Filippine) che, tuttavia, non si rivelarono
alternative adeguate.
Bisognava considerare due fattori importanti: durante il periodo
prebellico - durante il quale non esistevano ancora programmi di
sterminio degli ebrei - i Tedeschi guardavano con occhio favorevole
l'emigrazione ebraica. L'obiettivo era di indurli ad andarsene,
all'occorrenza con l'uso della forza. E' importante riconoscere
l'attitudine degli ebrei tedeschi. Mentre molti ebrei tedeschi
inizialmente erano contrari all'emigrazione, dopo la Kristallnacht
(La notte dei cristalli, 9-10 Novembre 1938), la maggior parte
erano ansiosi di farlo. Se ci fossero stati luoghi a disposizione,
certamente vi sarebbe stato un maggior numero di emigrati.
28. Quale fu l'obiettivo principale di Hitler nello scatenare
la Seconda Guerra Mondiale?
Lo scopo finale di Hitler era di creare un impero ariano dalla
Germania agli Urali. Egli considerava quest'area il territorio
naturale del popolo tedesco, un'area alla quale aveva diritto per
legge, il Lebensraum (spazio vitale) di cui la Germania aveva
necessariamente bisogno per ampliare le aree agricole che Hitler
riteneva essenziali per la razza ariana, al fine di preservarla
ed assicurarne il dominio. Certamente Hitler sapeva che, scatenando
la guerra nell'Est, i nazisti avrebbero affrontato gravi problemi
razziali in vista della composizione della popolazione esistente
nelle aree Orientali.
I nazisti avevano quindi elaborato dei piani per soggiogare gli
slavi, i quali sarebbero stati ridotti allo stato di schiavitù
e avrebbero costituito mano d'opera a buon mercato per i contadini
ariani: gli appartenenti ad un ceto sociale più elevato
sarebbero, invece, stati condotti in Germania e allevati come
ariani.
Nella mente di Hitler, la soluzione al problema ebraico era
legata alla conquista dei territori orientali. In queste aree c'era
una cospicua presenza ebraica che richiedeva, quindi, un
"trattamento" specifico. Ancora non era operativo alcun piano di
sterminio di massa, ma a Hitler sembrava già chiara la
necessità di trovare una soluzione adeguata: si parlava
anche di creare una riserva ebraica o in Madagascar o vicino
a Lubin, Polonia. Quando prese la decisione finale di invadere
l'Unione Sovietica, Hitler dette anche istruzioni per dare inizio
alla "Soluzione Finale", lo sterminio sistematico degli ebrei
europei.
29. In Germania, esisteva una qualsiasi opposizione al nazismo?
Durante tutto il Terzo Reich, ci furono vari gruppi di opposizione
al regime e a certe politiche naziste che si organizzarono
in diversi periodi e con vari obiettivi e scopi.
Fin dall'inizio, gruppi politici di sinistra e un numero imprecisato
di conservatori delusi si posero all'opposizione; in seguito
si unirono ad essi gruppi ecclesiastici, funzionari del governo,
impresari. Quando le sorti della guerra si capovolsero, anche
i militari ebbero un ruolo attivo nell'opposizione a Hitler:
tuttavia, in Germania, non vi fu mai un movimento di resistenza
unificato.
30. Gli ebrei cercarono di lottare contro i nazisti? In che
misura questi sforzi ebbero successo?
Malgrado le difficili condizioni di vita degli ebrei nell'Europa
occupata dai nazisti, molti di essi presero parte alla resistenza
armata. Le attività connesse alla resistenza possono
dividersi in tre gruppi principali: rivolta nei ghetti, resistenza
nei campi di concentramento e sterminio e lotte partigiane.
A parte la rivolta del ghetto di Varsavia, che durò circa cinque
settimane a partire dal 19 Aprile del 1943 e che rappresenta
indubbiamente l'esempio più conosciuto della resistenza
armata ebraica, vi furono altre rivolte nei ghetti. Anche se
le condizioni nei campi di sterminio, concentramento e lavoro
erano terribili, i deportati ebrei continuarono a lottare:
Treblinka (2 agosto 1943); Babi Yar (29 settembre 1943); Sobibor
(14 ottobre 1943); Janowska (19 novembre 1943); e Auschwitz
(7 ottobre 1944).
I gruppi partigiani ebraici operarono in varie zone fra cui
Baranovichi, Minsk, il bosco di Naliboki e Vilna: le operazioni
della resistenza armata ebraica non furono molteplici e sicuramente
non determinanti ai fini della sconfitta della Germania nazista;
pur tuttavia, tramite questi atti di resistenza, si riuscì
a liberare un gran numero di ebrei, causando vittime naziste
ed un danno incalcolabile alla proprietà e all'orgoglio
tedesco.
31. Che cos'era la Judenrat?
La Judenrat era il Consiglio degli ebrei, nominato dai nazisti in
ogni comunità ebraica o ghetto. In conformità con i
principi espressi da Reinhard Heydrich delle SS il 21 settembre
del 1939 si sarebbe dovuto istituire una Judenrat in tutte le
zone di concentramento di ebrei nelle regioni occupate della
Polonia. Le Judenrat, presiedute da importanti capi della comunità
ebraica, si occupavano dell'applicazione dei decreti nazisti
diretti contro gli ebrei e della amministrazione degli affari
riguardanti la stessa comunità. Queste funzioni la collocavano
in una posizione di grande responsabilità ma fortemente
polemica e molta parte del suo operato continua ad essere tema
di discussione fra gli storici. Benché non esistano
obiezioni contro gli scopi dei Dirigenti dei Consigli, se ne
mettono in discussione i metodi e le strategie adottati per
raggiungerli. Fra i più controversi citiamo Mordechai Rumkowski
a Lodz e Jacob Gens a Vilna; ambedue giustificarono il sacrificio
di alcuni ebrei che salvò la vita di altri. Il più
delle volte i capi e i membri della Judenrat erano guidati
da un senso di responsabilità civica ma mancavano del
potere e dei mezzi necessari per opporsi ai piani nazisti di
sterminio degli ebrei.
32. Le organizzazioni internazionali, come la Croce Rossa,
aiutarono le vittime della persecuzione nazista?
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Croce Rossa Internazionale
(C.R.I.) fece ben poco per aiutare le vittime ebraiche della
persecuzione nazista. Le sue attività possono essere divise
in tre periodi:
1. Settembre 1939 - 22 giugno 1941:
la Croce Rossa si limitò ad inviare scatole di alimenti a coloro
che soffrivano nell'Europa occupata. Le scatole venivano distribuite
secondo le regole della Croce Rossa Tedesca. Durante questo
periodo, la Croce Rossa Internazionale accettò l'argomentazione
tedesca secondo la quale gli abitanti dei ghetti e dei campi
rappresentavano una minaccia per il Reich, per cui non era
permesso loro ricevere aiuto dalla Croce Rossa Internazionale.
2. 22 giugno 1941 - estate del 1944:
malgrado le numerose richieste da parte delle organizzazioni
ebraiche, la Croce Rossa Internazionale rifiutò di protestare
pubblicamente contro lo sterminio di massa di ebrei e non ebrei
nei campi e di intervenire in loro difesa. Sosteneva che qualsiasi
azione pubblica che difendesse coloro che si trovavano sotto
il dominio nazista, con il tempo avrebbe penalizzato il suo
benessere. Nello stesso tempo la Croce Rossa Internazionale
cercava di inviare scatole di alimenti alle persone di cui conosceva
il domicilio.
3. Estate 1944 - maggio 1945:
dopo l'intervento di eminenti personalità, quali il Presidente
Franklin Roosevelt ed il re di Svezia, la Croce Rossa Internazionale
si rivolse a Miklos Horthy, reggente d'Ungheria, perché
fermasse la deportazione degli ebrei ungheresi.
La CRI insistette affinché le permettessero di visitare i campi
di concentramento e una delegazione fu autorizzata a visitare
il "ghetto modello" di Terezin (Theresienstadt). La ripetuta
richiesta della CRI era la conseguenza delle informazioni ricevute
sulle terribili condizioni di vita nei campi.
La CRI chiese il permesso di investigare sulla situazione, ma i
tedeschi le consentirono la visita nei campi solo nove mesi dopo la
presentazione della richiesta. Questo ritardo diede ai nazisti
il tempo necessario per completare un programma di "abbellimento",
elaborato allo scopo di ingannare la delegazione e farle credere
che le condizioni a Terezin erano abbastanza buone e che consentivano
ai deportati di vivere la loro vita con relativa tranquillità.
In realtà, successivamente, la maggior parte dei prigionieri
fu deportata ad Auschwitz.
Alla visita che ebbe luogo il 23 luglio 1944, fece seguito una
relazione favorevole su Terezin diretta ai membri della CRI. Le
organizzazioni ebraiche protestarono vigorosamente, esigendo che
altre delegazioni visitassero i campi. Il permesso per effettuare
questa visita non fu accordato fino a poco prima del culmine
della guerra.
33. Come venivano trattati gli ebrei dai Giapponesi e dagli
Italiani, alleati dei tedeschi, nelle terre da loro occupate?
Né gli italiani né i giapponesi, ambedue alleati della Germania
durante al Seconda Guerra Mondiale, cooperarono alla "Soluzione
Finale". Anche se gli italiani, di fronte alle richieste tedesche,
emisero leggi discriminatorie contro la comunità ebraica
italiana, il governo di Mussolini negò la partecipazione
alla "Soluzione Finale" e mantenne ferma la sua posizione,
contraria alla deportazione dei residenti ebrei. Inoltre, nelle
zone da loro occupate in Francia, Grecia e nella ex Yugoslavia,
gli italiani proteggevano gli ebrei e non permisero la loro
deportazione. Tuttavia, quando i tedeschi rovesciarono il governo
di Badoglio nel 1943, gli ebrei in Italia, così come
quelli che si trovavano sotto la protezione italiana nelle
zone occupate, furono sottoposti alla "Soluzione Finale".
Anche i giapponesi furono relativamente tolleranti con gli ebrei
nel loro paese e nelle zone da loro occupate. Contro la pressione
esercitata dagli alleati tedeschi affinché adottassero
misure severe contro la comunità ebraica, i giapponesi
opposero un rifiuto. Fino alla primavera del 1941 permisero
ai rifugiati di entrare in Giappone, e gli ebrei della Cina
occupata dai giapponesi ricevettero un buon trattamento: nell'estate
e nell'autunno del 1941, i rifugiati dal Giappone furono trasferiti
a Shanghai, ma non furono prese misure contro di loro fino
all'inizio del 1943, quando furono obbligati a trasferirsi
nel Ghetto di Hongkew. Le condizioni di vita erano lungi dall'essere
soddisfacenti, ma sicuramente migliori rispetto ai ghetti posti
sotto l'occupazione nazista.
34. Qual era la posizione delle chiese rispetto alla persecuzione
degli Ebrei? Il Papa parlò mai contro i nazisti?
Quando i nazisti salirono al governo, il capo della Chiesa
Cattolica era il Papa Pio XI. Durante il suo papato, si limitò a
preoccuparsi dei cattolici non ariani. Anche se dichiarò
che i miti di "razza" e "sangue" erano contrari all'educazione
cristiana (in un'enciclica del marzo 1937), non menzionò
e tanto meno criticò l'antisemitismo. Il suo successore,
Pio XII (il Cardinale Pacelli) era un filo-tedesco che si mantenne
neutrale durante il corso della Seconda Guerra Mondiale. A
fronte della consapevolezza, già nel 1942, dello sterminio
degli ebrei nei campi di concentramento, le uniche dichiarazioni
pubbliche del Papa non andavano al di là delle condoglianze
per le vittime dell'ingiustizia e richiamavano ad una condotta
di guerra più umana.
Sebbene non ci fossero risposte da parte del Papa Pio XII, vari
nunzi apostolici svolsero importanti ruoli nelle operazioni di
liberazione, specialmente i nunzi dell'Ungheria, Romania,
Cecoslovacchia e Turchia. Non era molto chiaro in quale modo
lavoravano dietro istruzioni del Vaticano, se era quello che
succedeva. In Germania, la Chiesa Cattolica non si oppose alla
campagna antisemita nazista. I registri della Chiesa furono forniti
alle autorità statali che collaboravano alla scoperta
delle persone di origine ebraica, e gli sforzi realizzati per
aiutare i perseguitati si limitarono ai cattolici non-Ariani.
Sebbene i sacerdoti cattolici protestassero contro il programma
nazista dell'eutanasia, pochi, ad eccezione di Bernard Lichtenberg,
si pronunciarono contro lo sterminio degli ebrei.
Nell'Europa Occidentale, il clero cattolico si pronunciò
pubblicamente contro la persecuzione degli Ebrei e collaborò
attivamente per la liberazione. In Europa Orientale, inoltre,
il clero cattolico si mostrò disponibile ad offrire
il proprio aiuto nella maggior parte dei casi. Il Dr. Jozef
Tiso, capo dello stato della Slovacchia e sacerdote cattolico,
cooperò attivamente con i tedeschi alla pari di molti
altri sacerdoti cattolici.
La Chiesta Protestante e quella Ortodossa Orientale reagirono in
maniera differente. In Germania, per esempio, nella chiesa
protestante c'erano coloro che appoggiavano i nazisti e rispettavano
la legislazione antiebraica e inoltre proibivano ai cristiani
di origine ebraica di esserne membri. La Chiesa Confessori
del pastore Martin Niemoller difese i diritti dei suoi cristiani
di origine ebraica ma non protestò pubblicamente contro
le sue persecuzioni ne criticò le misure prese contro
gli ebrei, ad eccezione di un memorandum inviato a Hitler nel
maggio del 1936.
Nei vari paesi dell'Europa occupata la posizione delle chiese
protestanti era differente. In Danimarca, Francia, Olanda e Norvegia
le chiese locali e/o i sacerdoti più eminenti protestarono
pubblicamente quando i nazisti iniziarono a deportare gli ebrei.
In altri paesi (Bulgaria, Grecia e la ex-Yugoslavia), i capi
della Chiesa Ortodossa intervennero, in rappresentanza della
comunità ebraica, intraprendendo azioni che, in alcuni
casi, condussero alla liberazione di un gran numero di ebrei.
I capi religiosi non cattolici di Austria, Belgio, Boemia/Moravia,
Finlandia, Italia, Polonia e della ex-Unione Sovietica non
si dichiararono mai pubblicamente in difesa degli ebrei.
35. Quanti criminali nazisti ci furono? Quanti furono processati?
Non si conosce il numero esatto dei criminali nazisti e, inoltre,
la documentazione disponibile è incompleta. Gli stessi nazisti
distrussero una grande quantità di documenti pericolosi
che avrebbero consentito di individuare e processare molti
criminali. Tra i colpevoli di crimini di guerra erano inclusi
coloro che iniziarono, progettarono e diressero le operazioni
di sterminio, quelli che erano a conoscenza dello sterminio
degli ebrei europei, che erano d'accordo con loro o parteciparono
in forma passiva.
Tra quelli che realmente adottarono la "Soluzione Finale" ci sono
i capi della Germania nazista, i capi del partito nazista e
l'Ufficio Principale della Sicurezza del Reich. Sono inclusi inoltre
migliaia di membri della Gestapo, le SS, le Einsatzgruppen,
la polizia e le forze armate, così come anche quei burocrati
coinvolti nella persecuzione e nello sterminio della comunità
ebraica europea. Ci furono migliaia di persone in tutta l'Europa
occupata che cooperarono con i nazisti nell'uccisione di ebrei
e di altri civili innocenti.
Non ci sono statistiche complete che possano quantificare il
numero dei criminali portati in giudizio, tuttavia il loro numero è
minore rispetto a quello delle persone coinvolte nella "Soluzione
Finale". I capi del Terzo Reich catturati dagli Alleati furono
processati dal Tribunale Militare Internazionale di Norimberga
tra il 20 novembre del 1945 e il 1° ottobre del 1946. Successivamente,
le autorità degli Alleati continuarono a processare
i nazisti; i processi più importanti si svolsero nella
zona statunitense (i Processi del dopo Norimberga). In totale
tra il 1945 e il 1949 furono condannati 5.025 criminali nazisti
nelle zone statunitensi, britanniche e francesi, oltre ad un
numero indeterminato di persone che furono processate nella
ex-zona sovietica. La stessa Commissione dei Crimini di Guerra
delle Nazioni Unite stilò una lista di criminali di guerra
che in seguito furono processati dai tribunali dei paesi alleati
e dai paesi che durante la guerra si trovavano sotto l'occupazione
nazista. Questi ultimi effettuarono innumerevoli processi in
relazione ai crimini commessi nel proprio territorio. I tribunali,
come ad esempio quello polacco, processarono circa 40.000 persone
ed un gran numero di criminali furono tradotti in giudizio
in altri paesi. In totale, furono circa 80.000 i tedeschi condannati
per aver commesso crimini contro l'umanità, mentre il numero
dei collaboratori supera varie migliaia. Molta importanza assume
anche l'opera e la partecipazione di Simon Wiesenthal, la cui
attività condusse alla cattura di più di mille
criminali nazisti.
I tribunali della Germania iniziarono a lavorare, in alcuni casi,
già nel 1945. Fino al 1969, quasi 80.000 tedeschi furono interrogati
e per oltre 6.000 furono emesse condanne. Nel 1958, l'ex-Repubblica
Federale di Germania (RFG, ex Germania Occidentale) costituì
un'agenzia speciale a Ludwigsburg per collaborare alle indagini
dei crimini commessi dai tedeschi fuori dalla Germania. Questa
agenzia, sin dalla sua creazione, partecipò a cento
indagini importanti. Una considerazione importante sui giudizi
dei criminali di guerra nella RFG (come in Austria) riguarda
l'eccessiva clemenza, non commisurata all'entità dei
crimini commessi. Vennero inoltre svolti dei processi nella
ex-Repubblica Democratica di Germania (RDT; ex Germania Orientale),
dei quali non esistono statistiche dalle quali si possa evincere
il numero di condanne o l'emissione delle sentenze.
36. Che cosa erano i Processi di Norimberga?
Il termine "Processo di Norimberga" si riferisce all'insieme dei
processi dei criminali di guerra nazisti che si svolsero alla fine
della guerra. I primi processi si svolsero tra il 20 novembre
1945 e il 1° ottobre 1946, di fronte al Tribunale Militare
Internazionale (TMI), composto da rappresentanti della Francia,
Gran Bretagna, ex-Unione Sovietica e Stati Uniti. In essi venivano
processati i capi politici, militari e amministrativi del Terzo
Reich catturati dagli Alleati. Tra gli imputati c'erano: Goring,
Rosenberg, Streicher, Kaltenbrunner, Seyss-Inquart, Speer,
Ribbentrop e Hess (molti dei più importanti nazisti
- Hitler, Himmler e Gobbels - si suicidarono o non furono tradotti
in giudizio). La seconda fase del processo, conosciuta come
i Processi del dopo Norimberga, si svolse dinanzi al Tribunale
Militare di Norimberga (TMN), decisa dall'Ufficio del Governo
degli Stati Uniti per la Germania (OGEUA). Sebbene i giudici
del TMN fossero cittadini statunitensi, il tribunale si autoconsiderava
internazionale. Durante questi processi furono incriminati
dodici ufficiali di alto rango, tra i quali membri di gabinetto,
diplomatici, dottori coinvolti in esperimenti di medicina e
ufficiali delle SS che parteciparono ai crimini perpetrati nei
campi di concentramento o durante il genocidio delle zone occupate
dai nazisti.
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PER NON DIMENTICARE
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